
Un aspetto rilevante dell'attività dell'Accademia a vantaggio delle arti furono, fin dai primi momenti di vita dell'istituzione, i concorsi. Essi venivano banditi periodicamente utilizzando fondazioni e lasciti di accademici.
Già Federico Zuccari, primo principe dell'Accademia, nel 1595, diede inizio alla consuetudine di assegnare premi ai promettenti giovani che frequentavano l'Accademia del Disegno, consuetudine in realtà praticata con regolarità solo a partire dalla seconda metà del Seicento.
Dal 1702 ha inizio il più importante dei concorsi accademici, quello Clementino, dal suo fondatore Clemente XI. Ogni tre anni venivano assegnati a pittori, scultori ed architetti, premi in medaglie, in occasione di solenni cerimonie che si svolgevano in Campidoglio alla presenza del Pontefice. Le premiazioni divennero tra le occasioni più attese della vita artistica e culturale romana. Tali cerimonie, a partire dal 1844, si tennero nelle sale accademiche o nell'edificio delle scuole in via Ripetta. Il concorso Clementino si svolse fino al 1869.
I concorsi erano articolati, per ciascuna delle tre arti, in tre classi corrispondenti ad una progressiva difficoltà dei soggetti assegnati. I concorrenti avevano alcuni mesi di tempo per preparare il loro saggio, la cui autografia doveva essere confermata da una prova estemporanea eseguita in due ore nella sede del concorso. I temi scelti nello svolgimento dei concorsi Clementini erano sacri, mentre erano profani quelli del concorso a cadenza sesennale di pittura, scultura ed architettura istituito con testamento dell'accademico pittore Carlo Pio Balestra e bandito a partire dal 1768.
I concorsi Clementini e Balestra hanno lasciato all'Accademia numerose pitture, sculture e disegni che hanno arricchito le sue collezioni.
Nel corso del XIX secolo furono istituiti numerosi concorsi. Ricordiamo quello voluto da Antonio Canova, che devolse a tale scopo un terzo circa della somma che Pio VII gli assegnò quale riconoscimento per il recupero delle opere d'arte già sottratte da Napoleone; quello di pittura intitolato a Domenico Pellegrini, bandito dal 1844 e quello a cadenza triennale di scultura voluto da Filippo Albacini con testamento del 1857. Seguono il concorso Originali di pittura e Poletti di architettura del 1869; il concorso Lana per le tre arti del 1872, Werstappen per la pittura di paesaggio del 1873 e Montiroli per l'architettura dal 1887. Nel 1874 fu sottratta all'Accademia la finalità istituzionale della didattica. In seguito cominciò un periodo di decadenza economica che, dalla seconda guerra mondiale, con la svalutazione monetaria, comportò l'insufficienza delle dotazioni storiche e, conseguentemente, la cessazione dei concorsi. L'Accademia di San Luca ha comunque ripreso l'attività di promozione delle arti tramite il conferimento di premi e borse di studio a giovani artisti e giovani studiosi.
Nel corso del XIX secolo furono istituiti numerosi concorsi. Ricordiamo quello voluto da Antonio Canova, che devolse a tale scopo un terzo circa della somma che Pio VII gli assegnò quale riconoscimento per il recupero delle opere d'arte già sottratte da Napoleone; quello di pittura intitolato a Domenico Pellegrini, bandito dal 1844 e quello a cadenza triennale di scultura voluto da Filippo Albacini con testamento del 1857. Seguono il concorso Originali di pittura e Poletti di architettura del 1869; il concorso Lana per le tre arti del 1872, Werstappen per la pittura di paesaggio del 1873 e Montiroli per l'architettura dal 1887. Nel 1874 fu sottratta all'Accademia la finalità istituzionale della didattica. In seguito cominciò un periodo di decadenza economica che, dalla seconda guerra mondiale, con la svalutazione monetaria, comportò l'insufficienza delle dotazioni storiche e, conseguentemente, la cessazione dei concorsi. L'Accademia di San Luca ha comunque ripreso l'attività di promozione delle arti tramite il conferimento di premi e borse di studio a giovani artisti e giovani studiosi.


