Accademia Nazionale di San Luca

Sono circa trecento le sculture conservate nelle collezioni accademiche. Si tratta di opere di notevole interesse storico ed artistico. La raccolta presenta un carattere eterogeneo dovuto principalmente al suo costituirsi attraverso il tempo non secondo un disegno preordinato, ma con doni o lasciti di accademici o di collezionisti privati, con opere provenienti dai concorsi banditi dall'Accademia od utilizzate a fini didattici. Tra queste sono giunte fino a noi, nonostante la deperibilità del materiale, opere come il bassorilievo in terracotta di Alessandro Algardi, Leone X riceve l’abiura di Enrico IV o il bozzetto per il leone della Fontana dei Fiumi di Giovan Lorenzo Bernini, il bassorilievo con Socrate che salva Alcibiade di Antonio Canova o il gruppo, sempre in gesso, di Ganimede e l’Aquila di Bertel Thorwaldsen.

La collezione dei busti-ritratto, salvo qualche rara eccezione come lo splendido ritratto di Giovan Battista Piranesi, opera dello scultore inglese Joseph Nollekens, compare in Accademia solamente molto tardi, nel secolo XIX. Non si può escludere, però, che qualche ritratto non sia stato tradotto in bronzo o marmo e, conservato in materiali deperibili quali terracotta o gesso, sia nel tempo andato perduto. Ad eccezione del gruppo di ritratti - la cui raccolta fu intesa come entità distinta dalla restante collezione che si andava incrementando nel corso dei secoli in Accademia - per le sculture accademiche è difficile individuare omogenei criteri di raggruppamento. In generale, a causa della deperibilità di materiali quali la terracotta ed il gesso, la raccolta di scultura, ha subito dispersioni o perdite nel corso dei secoli numericamente molto più pesante rispetto alla parallela raccolta di dipinti.

 

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