La raccolta dei ritratti riveste un'importanza particolare nell´ambito delle collezioni
dell'Accademia di San Luca e fin dal suo costituirsi fu intesa come entità distinta dalla
collezione di pitture.
All’epoca di Federico Zuccari (alla fine del Cinquecento), per costituire il primo nucleo
della raccolta sarebbero stati eseguiti i ritratti degli artisti più antichi, a partire da Cimabue,
copiando le xilografie comprese nella seconda edizione delle Vite del Vasari.
Più tardi, nel 1672, tutti i ritratti vennero resi omogenei tra loro nella presentazione,
aggiungendo ad essi un'incorniciatura ovale dipinta ed un cartiglio col nome, la professione e la
data di morte dell'accademico. Poco meno di un secolo dopo, nel 1762, si stabilì invece di lasciare
nella parte inferiore della tela rettangolare una striscia di colore omogeneo sulla quale riportare
i dati del personaggio ritratto. Frequenti sono, quindi, i casi di dipinti di epoca anteriore nelle
quali tale iscrizione è andata a sovrapporsi alla precedente di cui si intravvedono tracce.
La raccolta di ritratti è divenuta, nel corso della plurisecolare vita dell'Accademia, una
collezione unica, seconda per importanza solamente a quella voluta da Leopoldo I de' Medici e
conservata agli Uffizi.
Oggi la collezione di ritratti raccoglie circa cinquecento tele che rappresentano, oltre a
pittori, scultori e architetti accademici, una serie di personaggi che hanno contribuito allo
sviluppo e all’affermazione dell'Accademia. Alcuni busti marmorei, essenzialmente ottocenteschi,
arricchiscono ulteriormente la raccolta e sono esposti nelle nicchie che si aprono lungo la
borrominiana rampa elicoidale in fondo al portico, accesso d’onore ai vari piani del palazzo.
