ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA
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"La cucitrice" di Antonio Mancini

L’opera è stata restaurata in occasione della mostra "Antonio Mancini (1852-1930) and the Vance Jordan Collection" che si terrà al Philadelphia Museum of Art dal 18 ottobre 2007 al 20 gennaio 2008.
Il dipinto di cm 138,5 x cm 100 è stato eseguito con la tecnica dell’olio su tela. Il colore è steso su di una tela a trama fitta grazie all’uso sapiente del pennello e della spatola. Infatti si può notare come lo sfondo, gli oggetti in secondo piano e parte della figura femminile siano dipinti con spesse pennellate d’olio, mentre le stoffe e le matasse di fili in primo piano siano realizzate con un colore molto corposo ed in rilievo dato a spatola. Al di sotto dello spessore della pellicola pittorica si può ancora leggere, soprattutto nella zona inferiore, il quadrettato di riferimento che il pittore ha usato per riportare il disegno preparatorio sulla tela che è firmata e datata in basso a destra "A. Mancini / 1914". Interessanti sono anche il telaio originale a struttura espandibile ed il retro della tela originale dove sono ben visibili le numerose prove di colore e di materia dell’artista.
Dal punto di vista conservativo, l’opera appariva in discrete condizioni di conservazione. La superficie pittorica risultava ricoperta omogeneamente da uno spesso strato di polveri grasse, mentre nella zona inferiore sinistra si potevano notare alcuni sollevamenti del colore con conseguente caduta dello stesso. Il telaio originale era già stato tensionato al massimo, tanto da tendere in maniera eccessiva la tela originale che si era strappata in corrispondenza di alcuni chiodi di ancoraggio.
Nell’intervento di restauro si è provveduto a rimuovere lo strato di polveri grasse mediante tamponi di cotone imbibiti di tricitrato d’ammonio diluito in acqua distillata. Si è poi passati ad un fissaggio localizzato della pellicola pittorica mediante iniezioni di emulsione acrilica disciolta in acqua. Successivamente le lacune sono state stuccate con gesso di Bologna e colla di coniglio e reintegrate con colori ad acquarello ed a vernice per il restauro. Sono state revisionate tutte le “zeppe” originali, aggiunte quelle mancanti e, soprattutto, si è provveduto a tensionare correttamente la tela originale che è stata preventivamente inchiodata sul telaio nei punti dove i vecchi chiodi non risultavano più idonei. Infine, non è stato necessario eseguire la verniciatura finale di protezione, in quanto il dipinto, al di sotto dello strato di sporco, aveva mantenuta intatta la sua verniciatura finale originale.