L'Accademia Nazionale di San Luca ha oggi sede nel palazzo già appartenuto alla famiglia Carpegna,
contiguo alla Fontana di Trevi. L'edificio deve la sua fama e la sua fortuna critica all'intervento
di Francesco Borromini, che tra il 1643 e il 1650, su commissione prima di Ambrogio, poi del
cardinale Ulderico Carpegna, trasformò l'originario corpo di fabbrica tardo cinquecentesco,
ampliato e ridefinito nel primo Seicento da Pietro Eschinardi, nell'edificio attuale.
Con l'estinzione della discendenza diretta dei Carpegna, interrottosi nel 1731, alla
morte di Ulderico, principe di Scavolino, il palazzo fu ereditato dal marchese Emilio Orsini de'
Cavalieri Sannesi, che tra il 1732 e il 1736 ne affidava il completamento e l'adeguamento
strutturale all'architetto Francesco Ferrari. Passato successivamente in proprietà delle famiglie
Patrizi Naro e Colligola Monthioni, dalla metà dell'Ottocento fino al 1882 ospitò la famiglia di
Luigi Pianciani, primo Sindaco di Roma dopo l'Unità d'Italia.
Nonostante le trasformazioni subite tra il secolo XVIII e il secolo XIX per adattare la
fabbrica inizialmente in palazzo da affitto, successivamente in convento e in sede di
uffici, dell'intervento di Borromini rimangono il portico a pianterreno aperto verso via della
Stamperia e la Fontana di Trevi - parzialmente modificato da Francesco Ferrari con la chiusura
della prima campata di sinistra - e la rampa elicoidale di collegamento con il piano nobile
sovrastante e i piani superiori. Alla rampa si accede tramite il portale riccamente decorato
da stucchi, visibile fin dall'ingresso principale al palazzo e la cui immagine è come
proiettata sulla piazza esterna. Sono andati invece perduti gli stucchi che decoravano gli ingressi
interni agli appartamenti superiori.
L'odierna veste architettonica del palazzo è conseguente al radicale intervento intrapreso
tra il 1933 e il 1934 sotto la direzione di Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini, per adattare il
palazzo a sede dell'Accademia di San Luca.
Nella nuova sede, inaugurata il 24 aprile 1934, gli ambienti al piano terreno sono destinati
ad ospitare esposizioni d'arte e di architettura con spazi riservati alla custodia delle collezioni
e dei fondi di disegni accademici e di libri. I restauri hanno coinvolto anche i piani superiori,
che vengono raggiunti anche tramite il nuovo scalone interno.
Al primo piano nobile sono situate la Presidenza e gli uffici di Segreteria, la Sala
conferenze e la Sala del Consiglio. Al piano superiore sono la Biblioteca Romana Sarti, l'Archivio
Storico e gli uffici amministrativi. Il terzo e ultimo piano ospita infine la Galleria e il locale
blindato dove sono conservati i dipinti non in esposizione.
Bibliografia
I. SALVAGNI,
Palazzo Carpegna. 1577-1934, Roma 2000.