L’Accademia Nazionale di San Luca, sorta per volontà degli artisti e, fin dai primi tempi della
sua esistenza, sostenuta anche economicamente dagli stessi, fonda a tutt’oggi la propria
consistenza patrimoniale su lasciti testamentari di accademici che nel tempo le hanno legato beni
immobili oltre ad opere d’arte. Se Ercole Ferrata lasciò all’Accademia tutto quanto si trovava nel
proprio studio al momento della sua morte, molti altri artisti lasciarono all’Accademia opere o
somme in denaro perché si provvedesse al mantenimento delle scuole o della chiesa accademica al
Foro Romano.
La galleria si è arricchita di opere nel corso del secolo XVIII soprattutto per il lascito
"Fabio Rosa", mentre tra l’800 e il ‘900 sono giunti ad ampliarla i lasciti Pellegrini, Lazzaroni,
Werstappen o Müller con elargizioni in denaro, doni di opere proprie o della propria collezione,
fondi per nuovi concorsi per i giovani o originalissime formule di acquisti alle mostre
contemporanee. La svalutazione seguita alle due guerre della prima metà del ‘900 ha tolto valore a
molte delle iniziative fondate sugli interessi di lasciti in denaro ma non ha certo influito sulla
caratteristica disponibilità degli accademici a lasciare segno di sé nella storia dell'Accademia.
Ultima in ordine di tempo la scelta del consiglio accademico di privilegiare il disegno, ha
portato gli Accademici a donare due disegni, uno storico e uno attuale, per la creazione di una
nuova "collezione del disegno contemporaneo".
